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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO --- Giorno 10 settembre alle ore 10.00 è Convocato il Consiglio Regionale con l'estensione a tutti i Direttori Provinciali Enas e Responsabili di Caf, presso la Segreteria Regionale Ugl Sicilia sita in Palermo via Tripoli, 11.    
Appuntamenti della Segreteria Regionale
09/09/2010 - 15.30
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10/09/2010 - 10.00
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10/09/2010 - 11.30
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04/10/2007 - Le barriere architettoniche
Le persone con disabilità motorie hanno bisogno di accedere ad ogni luogo, privato o pubblico, senza incontrare ostacoli di natura architettonica. Rimuoverli, dove esistono, fatto molto frequente, è un dovere civile che tutti devono imparare a rispettare. Il diritto alla mobilità è stato confermato nell’anno europeo della disabilità ( 2003 ) ed è stato incluso tra i diritti umani inalienabili dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea. “….la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione…….” cantava Giorgio Gaber. Eliminare le barriere architettoniche è libertà di partecipazione alla vita sociale, è libertà di essere attivi e presenti. Anche se si vive in condizioni di difficoltà motoria. Rimuovere le barriere negli edifici antichi è spesso impresa molto ardua, ma tutto ciò che si edifica ex novo dovrebbe essere rispettoso delle nuove regole introdotte a partire dal momento in cui, nel nostro paese, la giurisprudenza si pose il problema e, nella legge n. 118 del 1971, prescrisse per la prima volta l’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno degli edifici scolastici. La prescrizione fu estesa ad ogni tipo di edificio nel 1989, con la legge n. 13 e ribadita, poi, dalla legge 104 del ’92. Ciò non ha portato a risultati definitivi, ma all’inizio di un percorso aspro e disseminato di ostacoli di ogni tipo come accade per tutte le lotte per il rispetto dei diritti di pochi a fronte dell’indifferenza dei più. Ma costruire con criteri rispettosi della legge si può se solo si vuole. Ogni progetto architettonico si deve fondare su tre punti : utilità, staticità e bellezza. L’architetto Le Courboisier ha costruito una casa percorribile tutta attraverso una rampa che, dal piano terra, arriva ai piani superiori. La presenza di scivoli e rampe ben costruite negli edifici pubblici e privati è una soluzione che soddisfa le condizioni di bellezza, staticità, utilità di un buon progetto architettonico, è una soluzione che migliora l’accessibilità degli edifici a beneficio di tutti, non certo solo a beneficio di chi sta su una carrozzina. Basta pensare agli anziani, alle signore in attesa di un bimbo, a quelle che spingono una carrozzina con un bimbo dentro, agli infortunati, ai malati di cuore, agli obesi, a tutti quelli che si tirano dietro il carrello della spesa. L’elenco potrebbe continuare. Ma purtroppo, nonostante dalle piramidi egizie in poi, nell’architettura ci siano stati numerosi esempi di abbattimento delle barriere architettoniche, troppo spesso, ancora oggi, si ricorre a rimedi peggiori del male per rendere accessibili gli edifici. Corrimano giganteschi e perciò inafferrabili, strisce adesive sulle scale, dove tutti inciampano, antiesteticissimi servoscala che danno ai paraplegici la sensazione di essere posti sul montacarichi come oggetti ingombranti, quando poter percorrere un’elegante rampa o prendere posto in un comodo ascensore li farebbe sentire più liberi e più uguali. Ma la grettezza e l’insensibilità umane sono illimitate, e costituiscono l’unico, autentico stato di inferiorità di cui una persona possa essere vittima. Uomini gretti e incapaci di immedesimazione ostacolano l’abbattimento delle barriere architettoniche perché credono che il problema non li tocchi, rimanendo di pertinenza di una minoranza di persone, disabili, irregolari e dunque scomode. Quello dell’accessibilità è un problema che riguarda anche la scarsa presenza di percorsi privi di barriere nei parchi e nelle riserve. Negli spazi aperti l’accessibilità dei luoghi è garantita, innanzitutto, dalla natura stessa, spesso più accessibile dell’edificato, proprio perché non introduce tipologie costruttive standard. Ciò non toglie che, anche a proposito di turismo accessibile, ci sia ancora parecchio da fare per rendere fruibili a tutti le bellezze della natura oltre che i luoghi delle storia e della cultura situati negli ambienti antropizzati.Rory Previti (Coordinatrice Ufficio H regionale)
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