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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO --- Giorno 10 settembre alle ore 10.00 è Convocato il Consiglio Regionale con l'estensione a tutti i Direttori Provinciali Enas e Responsabili di Caf, presso la Segreteria Regionale Ugl Sicilia sita in Palermo via Tripoli, 11.    
Appuntamenti della Segreteria Regionale
09/09/2010 - 15.30
PALERMO
FORMAZIONE PROFESSIONALE: Le OO.SS. sono invitate .....
09/09/2010 - 16.00
ROMA
TERZIARIO: Le OO.SS. sono convocate presso il Mini.....
10/09/2010 - 10.00
PALERMO
Convocazione Consiglio Regionale estesa a tutti i .....
10/09/2010 - 11.30
PALERMO
TRASPORTI: Le OO.SS. sono convocate presso l' U.P......
13/09/2010 - 12.00
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AUTONOMIE LOCALI: Le OO.SS. sono convocate presso .....
14/09/2010 - 15.30
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16/09/2010 - 11.00
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La UGL Sicilia è invitata a part.....
16/09/2010 - 15.30
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21/09/2010 - 15.30
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29/09/2010 - 11.00
ROMA
STMicroelectronics – 3SUN :E’ convocata una riuni.....
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09/07/2007 - STM : incontro al Ministero dello Sviluppo Economico
La Stm rappresenta il motore dell’economia catanese, ma a quanto pare le nuove vicende aziendali non hanno innescato nella maggioranza delle parti interessate quelle preoccupazioni che invece stanno impegnando il sindacato e stanno disorientando sempre di più i lavoratori. Allo stato attuale, gli unici fatti certi riguardano l’incasso dei contributi statali a fronte di un piano industriale in gran parte disatteso, complice un governo nazionale che senza aver consultato i sindacati ha ceduto alla richiesta di 450milioni di euro, senza preoccuparsi dello sviluppo e della salvaguardia occupazionale del territorio. Ricordiamo, infatti, che il modulo M6 avrebbe dovuto creare circa 1500 nuovi posti di lavoro entro il 2004, mentre oggi si parla soltanto di realizzare un contenitore per occupazione salvaguardata, che uscirà dall’operazione di scorporo. M6 verrebbe, infatti, ceduto alla nuova società senza vincoli e senza garanzie per i lavoratori. Inoltre, sulla scissione della Divisione memorie si sono pronunciati in modo unanime l’amministratore delegato della società gerente il modulo 6 e il vicepresidente dell’Intel: in sostanza non verranno investite risorse nella nuova impresa, mentre la ST ha dichiarato che l’ultimazione di M6 dipenderà dalla richiesta di mercato. Altri elementi certi riguardano il ‘viaggio’ di prodotti ad alto contenuto tecnologico verso la Francia e verso il sito milanese di Agrate e la chiusura prevista entro il 2009 dell’impianto catanese CT6, che produce wafer da 160 mm, nel quale lavorano circa 1200 persone. Infine il modulo M9, la cui costruzione è stata finanziata con i fondi per i progetti di R&D, ad oggi non è operativo, mentre la produzione dell’M5 è diminuita del 30 per cento. Di fronte a simili problemi, esposti in occasione dei tavoli locali, non abbiamo ricevuto alcuna risposta soddisfacente. Ecco perché il 12 giugno 2007, in occasione della insistente richiesta convocazione (a cui abbiamo partecipato insieme a Fiom, Fim, Uilm, più le Rsu di Catania e Agrate, Milano) con la ST presso il Ministero dello Sviluppo Economico, abbiamo chiesto al governo di fare il proprio dovere tutelando “l’interesse pubblico”, attraverso il pacchetto di maggioranza in suo possesso, e di vincolare i propri finanziamenti alla realizzazione del nuovo stabilimento produttivo, di tutelare nel breve e nel lungo periodo l’occupazione a Catania, evitando di far esplodere una bomba sociale di proporzioni devastanti. In quella occasione si è discusso dell'alienazione del ramo d'impresa che coinvolgerà circa 4000 dipendenti, a seguito dell'alleanza tra ST ed il primo produttore globale di chip Intel. Durante l'incontro sono stati presentati i piani industriali dei vari siti italiani nonché della nuova società. I primi sono stati ridiscussi dalla Rsu e sindacati con l'azienda, nelle distinte sedi territoriali, il 19 luglio a Catania, e che sono stati unificati in sede di Confindustria lombarda il 26. Per l'attuazione della procedura prevista dall’art. 47, comma 2 della legge 428/90 e per esperire un esame congiunto sull’autentica e rigorosa applicazione di tutte le norme che disciplinano il trasferimento di ramo di azienda (art. 2112 Codice Civile), tutte le parti si sono date appuntamento a Roma il 2 luglio, nella stessa sede ministeriale. In quella occasione l'Ugl Metalmeccanici ha chiesto al governo di occuparsi seriamente della questione non solo industriale ma sociale catanese, perché questa politica di disimpegno da parte di ST non può passare inosservata dalle istituzioni. Non bisogna dimenticare che nei prossimi anni assisteremo ad una compressione della capacità produttiva del sito etneo e con le chiusure previste si intravede il rischio occupazionale che coinvolgerebbe più di 1100 unità. Inoltre le attuali condizioni di sottoproduzione faranno svanire il sogno di tanti ex lavoratori estivi di essere assunti a settembre. Sotto la pressione del sindacato, il 2 luglio l’esecutivo ha promesso l’elaborazione di un protocollo d’intesa e ha fissato in calendario un successivo incontro per il 6 luglio. Ma in quella data l’Ugl Metalmeccanici, diversamente dagli altri sindacati, ha deciso di non firmare quel protocollo d’intesa poiché nel documento presentato dal ministero dello Sviluppo economico sono assenti tutte le garanzie che erano state chieste. Al di là delle tutele già previste dal contratto di programma, non esiste alcuna indicazione ulteriore per l’aumento della capacità produttiva di M5 e del parco di prodotti dell’azienda, per definire la missione dell’M9, per assicurare la partenza dell’M6 senza vincoli di mercato. In più l’azienda non ha modificato di una virgola il piano industriale che per Catania non pone alcuna prospettiva di sviluppo e non salvaguarda le professionalità dello stabilimento siciliano. Purtroppo possiamo affermare a ragion veduta che del futuro dei 5000 lavoratori del sito catanese e di un intero tessuto sociale nonché della dismissione di un patrimonio industriale così importante non se ne sta preoccupando nessuno, Ugl Metalmeccanici a parte. Luca Vecchio Segretario Provinciale UGL Metalmeccanici - Catania
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