 Per iniziativa di Ursula von der Leyen, ministro tedesco per le politiche sociali, è nato un network dedicato alle donne, per favorire le azioni inclusive e tutelarne i diritti umani.
Il battesimo di questo nuovo, importante strumento internazionale a favore delle donne con disabilità, ha avuto luogo a Berlino nel maggio scorso, sull’onda della Convezione Onu sulle persone con disabilità emanata in Aprile. L’obiettivo del network è anche quello di favorire il recepimento della Convenzione da parte degli stati membri dell’UE, non dimenticando, però, che per le donne con disabilità, sono necessarie misure speciali perché possano godere di pari opportunità.
Da una doppia discriminazione deve scaturire una doppia tutela. Per impedire gli atti di violenza, sia fisica che psicologica ed emotiva, più frequenti contro le donne.
Per impedire le sterilizzazioni forzate e gli aborti selettivi a cui troppo spesso, segretamente, le ragazze e le donne con disabilità sono sottoposte. A volte dai familiari stessi.
Per rivendicare il diritto alla vita indipendente, all’istruzione inclusiva, all’accessibilità del posto di lavoro, al godimento di una sessualità autodeterminata, alla maternità, all’assistenza, alle cure mediche, alla prevenzione della povertà.
A Berlino erano in 105, provenienti da 17 paesi. Per l’Italia era presente Rita Barbuto, direttore di DPI Europe ( Disabled Peoples International ).
La sede del Network sarà Bruxelles e il suo primo atto concreto sarà la richiesta all’UE della costituzione di un fondo finalizzato a sostenere le spese organizzative del network, migliorando, al contempo, le condizioni di vita delle donne europee con disabilità, favorendone la visibilità e rafforzando i loro diritti umani.
A chiusura della Conferenza di Berlino,le donne hanno emanato una Risoluzione per la formazione del network, suggellata dallo slogan: “ Niente sulle donne europee disabili, senza le donne europee disabili! “, versione al femminile dell’ormai famosissimo “ Niente su di noi senza di noi “ formulato a chiusura dell’Anno Europeo della disabilità( 2003, n.a. ) da Luisa Bosisio Fazzi , Presidente del Consiglio Nazionale Disabilità.- Rory Previti
|